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Archive for the ‘riflessioni’ Category

time time

“il tuo tempo è prezioso… non dedicarlo a nessuno se il suddetto tempo, sudato o poco impegnato che sia, non riscontrerà un guadagno emotivo, uno economico o un valido seppur discreto arricchimento della propria persona. Il tempo distrattamente regalato non ti verrà mai più restituito…sarà perso per sempre… trovo molto reale la definizione : il  tempo è oro…. e lui a non dormire mai, mentre tu lo puoi solo subire a tuo modo”

Erica Abelardo

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spolverando

"appesi al chiodo"

...Le cadute che fortificano, 
le ferite che prudono, 
le cicatrici che ricordano...
e il rischio: la più bella memoria priva di ripianto. 
Dolce e amaro, soffuso e stemperato...
qui, nella mobilità degli elementi, 
echeggia il ricordo di un tempo che fù poesia; 
immagini , odori, riti e momenti 
...che non si lasciano scrollar via, 
ancora in sospensione, presenti... 
tra incertezza e nostalgia.

Eka

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Elefante vs Calice.                                                                               

Una delle “malattie” che si tramandano tra gli individui sociali, che appartengono a una comunità, è spesso la superstizione. La stessa si è rivelata talvolta un male contagioso, una psicosi che nel corso degli anni ha solo affievolito la sua influenza ma rimane fortemente radicata, resiste dura e inabbattibile. Salvo alcuni casi la sua negatività non è tale da poterla necessariamente condannare, infatti, seppure la scienza è da sempre in dichiarato conflitto con essa, il lato irrazionale di alcune persone la guarda ancora con credibilità, altri invece la lasciano semplicemente sopravvivere, in fondo altro non è che una colorata fetta della grande torta del folklore popolare.

Mi diverte pensare , riguardo il caso del Calice di Toyo Ito, che tra le cause del suo cedimento, ci sia, sempre secondo una mia fantasiosa interpretazione, lo zampino della magia e della superstizione.

(Ora guardo atraverso la sfera di cristallo…e LEGGO)

Ebbene si…successe proprio che la città riversò una massiccia  dose di vivace superstizione  sull’opera, ciò ne influenzò la sua salute. In particolare fù la collettività, una maggioranza di cittadini schieratasi contro il calice a metterlo “al rogo” fomentando opinioni libere… fatte perlopiù di critiche negative , sentimenti di disprezzo, accanita repellenza e malelingue… fu così che questi forti influssi, emanati da più  individui, generarono un’invisibile e potente energia che finì per metterere “in ginocchio “ l’opera di Toyo Ito che non ebbe nemmeno il tempo di conoscere tutte le stagioni ..come invece,  il suo vicino collega di tovaglia, ha potuto vivere. Non escludo infatti  che anch’esso, indignato,  forse l’abbia portato a perire tra dilanianti squarci e perdite sanguinanti del suo contenuto.

…ma chiediamoglielo:

(L’Elefante si racconta in un’intervista immaginaria)

“cosa penso del calice?..bè credo sia un tipo raffinato, moderno,  minimale… insomma all’avanguardia…! Lo capisco dal suo sguardo, è un tipo furbo, ma non piu’ navigato di me. Finora nessuno ci ha presentato , lui è molto diffidente credo mi abbia snobbato dal primo momento, ma  non lo biasimo,  siamo molto diversi. Non so cosa pensi veramente di me.  Se ti và ti parlo io di ME, credo di conoscermi abbastanza per farlo…in fondo sono una vecchia carcassa che convive da anni con se…”

(l’elefante, da qui, assumerà  una tono più sussurrato… mi racconta:)

“…ho subito svariati atti di vandalismo, il sole caldo a picco su di me del mezzogiorno urbano, le raffiche di pioggia che mi hanno consumato la pelle di cemento, ho sopportato il peso tossico delle micro polveri, ho sofferto la calura e il freddo da solido pachiderma, ho posato per innumerevoli foto con i forestieri, ho visto grandi eventi, stands, spettacoli, palchi e concerti, ho visto ergersi strutture provvisorie, ho visto sorgere un grande albero addobbato e una curiosa lastra di ghiaccio su cui le persone scivolavano felici; a Carnevale ed halloween ho concesso ai bambini di spruzzarmi spray schiumosi  con grande dignità, ho vissuto le provanti offese del clima pazzerello, ho accusato  le raffiche di sabbia arrivare dalla spiaggia quando il vento soffiava violento ..mi sfidava     …in quei momenti sorridevo…;

ho sentito la leggerezza di una farfalla posarsi sulla mia zanna, ho sentito il magico canto del mare a tarda notte in inverno e un giorno anche un gabbiano si poggiò su di me, mi  tolse quella fastidiosa buccia di banana in putrefazione che un ragazzino aveva tirato sulla mia ruvida testa..ma fu l’unica volta che un animale di quella razza mi fece visita. Ho conosciuto piccioni di ogni piazza, di solito a loro piace raccontarmi i loro viaggi…. bè in verità non capisco  cosa mi dicano, quasi mi ipnotizzano ma li apprezzo, i loro versi quotidiani sanno cullarmi come il piacevole rumore del traffico.

Mi sono divertito quando strambi pantaloni dal cavallo basso e il volto coperto mi dipingevano di tonde chiazze rosse…ero carino, ma qualcun altro non ha apprezzato e sono stato lavato e ridipinto con un colore bianco che meglio si assortiva alla piazza; pensa che una volta sono stato anche color mattone…! Ho fatto amicizia con più esseri a quattro zampe, ma solo quelli senza guinzaglio mi concedevano un refrigerante regalo bagnandomi le zampe con i loro fluidi, ho stretto una solida amicizia con le palme e ho sofferto molto per la loro scomparsa…, ho vegliato sui negozi del centro, solo quelli che avevo di fronte… dietro di me cè un mondo che non conosco ancora!

Non dormo mai….

Ho partecipato, anche se passivamente, ai cortei studenteschi e sostenuto i loro credi con la mia “ferma posizione” retta e seriosa. Ho visto passare esseri umani su mezzi strani…alcuni di loro avevano tavole con le ruote o le ruote ai piedi..scivolavano via spensierati e leggeri sulle superfici urbane di questa piazza….ma non ho mai provato invidia per la loro libertà, io sono qui, è il mio compito.

Adoro  la mia imponente e istituzionale presenza, questa posizione in piedi, naturale e rilassata mi da sicurezza, mi sento un porto sicuro e forse chissà.. riesco anche a trasmetterlo ai miei amici animali a due zampe che il mondo chiama cittadini.

Sai, negli anni, un episodio sistematico è la scena familiare in cui i genitori portano i figli innanzi a me, in queste occasioni più di una volta ho sentito, un padre rivolgersi alla propria figlia  e  parlare di me collocandomi  in un posto chiamato  Africa …me lo immagino un bell’ambiente e presumo sia un grande negozio di giocattoli…!

Che dolci le carezze di grandi e piccini… le persone sono fatte di un’altra consistenza, morbide e calde al contrario di me.

In questa zona l’aria è colma di iodio, cè sempre tanta gente e gli argomenti che qui vanno per la maggiore sono gli acquisti e gli aperitivi… ma ascoltando molta persone ogni giorno ho avuto la fortuna di conoscere tante altre cose più interessanti che riguardano la vita..

Molti si sono dati appuntamento presso di me, sai sono un punto di riferimento molto usato trai giovani!

Ho visto passare in perlustrazione uomini in divisa seduti su animali alti quasi quanto me, altre volte ho visto artisti di strada divertire e stupire i passanti con le loro prodezze, ho visto innamorati scambiarsi effusioni, ho visto nascere importanti storie d’amore e amori disfarsi…

Una volta anch’ io mi sono innamorato…era una ragazza di bell’aspetto, portava una borsa con dei piccoli e simpatici elefantini disegnati, mi colpì subito, passava al mio fianco ogni giorno, esclusi i fine settimana, ma non mi degnava sguardi…era sempre indaffarata con un ageggio piccolo che portava all’orecchio…forse amava lui… Ho scoperto che gli umani spesso provano amore per gli oggetti, ho visto un uomo togliere maniacalmente una ditata sul vetro della sua elegante macchina e lanciargli anche un bacio…. Ho anche visto donne guardare con amore e rapimento l’elegante macchina.

Spesso le persone hanno dei comportamenti anomali che colloco nel grande cesto dei misteri che ancora comprendo.

Da qui, mi capita di assistere anche agli incidenti stradali, vedo sempre tutto e so sempre di chi è la colpa, nessuno ha mai pensato di chiedermi di testimoniare, ma non mi lamento…

Ho assistito a scontri violenti, scene di intolleranza, e rocamboleschi scippi…. che per lo più  capitano agli esseri umani con i capelli grigi o quasi bianchi,  non so perché.

Ho visto barboni e tossicodipendenti cadere ai miei piedi….ho fatto loro compagnia, quando gli altri giravano lo sguardo, ho visto persone famose, persone ricche …ma anche  falsi ricchi e poveri veri, ho visto passare silenziosissime donne con i cappucci, uomini con le tuniche che camminavano con i sandali ai piedi nei periodi rigidi… , ho sentito parlare a voce alta donne con capelli lunghissimi e gonne altrettanto lunghe, …giuro, parlavano una strana lingua. Dagli anni 70 ad oggi ho visto ragazzi che si vestono di abiti molto simili, come copie… forse si mettono d’accoro ho sempre pensato, dato che amano ripetere lo stesso rito anche la stagione dopo, o la settimana successiva…..qualcuno la chiama Moda… forse è il nome di una malattia contagiosa.  Io non ammalo fortunatamente, posso vantarmi della singola volta in cui venne un medico per accertarsi della mia salute, lo chiamavano “perito” ..buffo nome.

Nevrotici i passanti in ritardo agli appuntamenti, caciaroni i gruppi in visita d’estate, eppure quando i flash dei turisti mi colpiscono, fiero, vado in scena! Mi sento invaso dalla felicità quando un cittadino mi osserva, mi sento appagato quando qualcuno mi rivolge un saluto furtivo e frettoloso anche solo con la coda dell’occhio, …ma…quando mi fermo a riflettere…sul nostalgico passato, verso una tiepida goccia di malinconia perché osservo come nessuno dei miei concittadini, ormai, si soffermi più di pochi secondi a contemplarmi …come una volta.. quando mi installarono.

Il mio creatore è Vicentino Michetti, ma sono pronto a scommettere che tanti l’avevano dimenticato, oggi si parla molto di Toyo Ito il papà del mio moderno vicino….mi piacerebbe conoscerlo, ho un debole per i creativi…ci danno la vita, proprio come nella favola di pinocchio che ho sentito leggere da una mamma;  lei e il suo bimbo erano  seduti sulla base della palma più  vicina a me…, quella volta mi deliziarono della loro compagnia per un paio d’ore.

Guarda li….Un grande orologio elettronico è all’inevitabile portata della mia vista, non cè possibilità di scampare alla consapevolezza della mia interminabile permanenza e esistenza su questo perimetro di cemento, dolce e amaro pezzamento d’asfalto che mi sento stretto ma nel contempo continuo a schiacciarlo,immobile.. con la fierezza di un Maestoso Custode della Città.

Sono una giustificatissima creatura paffutella, “di normo sovrappeso” in quanto pachiderma, ma soprattutto, sono una scultura, un’opera, un simbolo, un sentimento, uno storico comunicatore…  e fin quando lo vorrete sarò il buon vecchio elefante di Centrale. “

Prendendo atto delle spontanee dichiarazioni dell’intervistato possiamo dedurre che esso non esercitò negatività verso il calice, ne lo accusò di furto di protagonismo… non sappiamo se il calice di Toyo Ito condivida il ruolo auto titolatogli dall’elefante, ne conosciamo la sua opinione, i suoi punti di vista;  infatti esso è entrato in coma profondo dopo l’incidente che lo vide vittima di un’ imprevedibile conseguenza dell’ escursione termica (causa che tutt’oggi è in via d’accertamento, la proniosi è riservata). Dunque il calice è attualmente infortunato e impossibilitato a rilasciare un’intervista, attendiamo che si rimetta per attuarla.

Nel frattempo, un’analisi critica che tutti noi possiamo fare è  la classica morale della favola : nessun opera artistica non merita attenzione, le opere vecchie non devono fare posto a quelle nuove ma devono convivere insieme senz’astio e in pacifica armonia, come un putpurrie in un centrotavola -.- l’arte può PIACERE come non può PIACERE  perché il PIACERE è mosso dalla personale sensibilità dell’individuo; se uno su dieci apprezza quello che è un obrobio per la maggioranza, quest’ ultima non può fargliene una colpa, dopotutto il deturpamento urbano autorizzato purtroppo non è un reato -.- ,  certo è che …le opere di vecchio stampo  sono di gran lunga più resistenti perché…alla vecchia scuola, al vecchio pelo  non cè competizione.

Buonanotte

Erica Abelardo

                                                                                                                                                                                                                                      9-06-2010

di seguito il mio racconto visivo in ” sand art” ispirato alla vicenda, un estratto del live performance nella galleria Pep Marchegiani.

PRIMA/DOPO

ELEFANTE VS CALICE

prima dopo

…la mia opera installazione

ispirata al caso Toyo Ito, per la mostra collettiva TOYO / MON  /AMOUR

“IMBILICO”


locandina evento…


foto dell’evento…

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arrivederci al prossimo…


alcuni pubblicano il mio racconto…articolo su ozio magazine http://www.oziomagazine.it/primo_piano/lelefante-di-piazza-salotto-racconta-una-storia-pescarese.html

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..una frase

 

“se la vita di ognuno fosse un albero, la ragione e la logica non ne sarebbero altro che la chioma, ma un albero è anche tronco e radici che affondano nell’oscurità del terreno a pescare nutrimento.
Così la vita non è solo ragione, ma anche sentimento, pulsazione, istinto e fiducia…”

 

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