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Archive for luglio 2011

…a colazione

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Solitamente sono le religioni a radunare i popoli, a possedere il primato dell’ annettere massicce quantità di persone, richiamando a se devoti e credenti in tutto il mondo.

Ma l’arte??

Credo fermamente che sia capace di avere l’ennesima potenza…   sono convinta che quella di esprimerla, rappresenti una tra le esigenze umane,   credo nella sua esistenza in ognuno di noi , ma,  per  alcuni individui  è vissuta quasi come un bisogno fisiologico, intrinseca in sè  ne detta, in questo caso,  talento ed una genialità fuori dal comune.

L’arte, seppur non essendo una religione ma un” libero arbitrio dell’anima” , riesce a radunare uomini di ogni dove, in numero notevole e in un posto che definirei molto più che singolare!

Ricorderete la città di Zion del film “the Matrix”, ebbene,  potrebbe esisterne il surrogato.

Ogni anno si erge nel deserto del Nevada una città temporanea,  vive per soli 8 giorni e arriva a rappresentare la comunità più popolosa dell’intera contea; è la  Black Rock City (BRC) :  un colosso, un’ intera comunità disposta in quartieri  autogestiti, un villaggio a tutti gli effetti, un parco giochi, una mostra a cielo aperto, una discoteca infinita… un calderone di molteplicità, dove la musica, la scultura e l’arte in tutte le sue forme, si esprime senza limiti, censure e vincoli..  lontani dal mondo delle metropoli abitate.

Questo esperimento urbano, avviene per un festival  speciale che prende il nome di BURNING MAN.

A me piace definirla ” la mecca dell’arte”,  è l’evento a cui una volta nella vita bisognerebbe partecipare.  I motivi sono tanti ma riassumibili e divisibili in due aspetti : il divertmento e l’umana solidarietà.

L’intenzione è quella di dare vita ad un’esperienza che possa produrre un cambiamento spirituale, positivo nel mondo, attraverso l’idea di una società che connetta ciascun individuo al proprio potere creativo, favorisca la partecipazione in comunità, promuova la cultura civica, ma soprattutto sia capace di riscoprire un nuovo e più profondo legame con la natura.

Vi starete chiedendo come un evento fatto di concerti, giochi e workshop tocchi principi dell’anima… delucido subito: questo posto non è certamente un’attrazione turistica, non vi aspettate di comprare gelati e gadget con i vostri soldi, non aspettatevi di dormire in alberghi convenzionati ne aspettatevi altri prevedibili servizi… non siamo ne a  Gardaland e ne al Sansation. Qui il portafoogli non vi servirà…tutto è fondato sul baratto, sullo scambio…

Non è ammessa la vendita, né è consentito l’uso del denaro, vige una “rigida” economia del dono, del sostegno produttivo e della condivisione.

Gli organizzatori ritengono che sia impossibile raccontare il senso del Burning Man a chi non vi abbia mai partecipato, non ci sono regole di comportamento e spetta a ciascun partecipante decidere in che modo contribuire e cosa donare alla comunità.  È un evento “radically inclusive” e il suo significato è “potenzialmente accessibile ad ognuno”.

Nel deserto l’acqua è merce rara, non esistono serpentine idrauliche che giungono dalle metropoli, sono presenti sistemi e meccanismi da campeggio, la città e una grande tendopoli, con camper e tende smistati rigorosamente a formare quartieri e sezioni…

I partecipanti ovvero i cittadini della BRC sono chiamati i “bruciatori”.

Qui il lavoro di gruppo e l’amore per l’altrui persona sono i principi di rilievo… gli stessi  principi che non vogliono far riferimento a  nessuna religione. Questa è unicamente un’ esperienza d’aggregazione, calore, anime in fusione…. ;molto probabilmente può apparire disarmante per chi è legato al “convenzionale”, ma ciò che è certo è che…qui, questo vivere condiviso sa cambiare le proprie ottiche della vita dando valore alla propria persona.

Il tuo i Phone? bè prova a vedere se ti funziona…qui nel deserto!

Non puoi parte dell’evento se non sei pronto a scrollarti di dosso il futile accettando consapevolmente di  tornare ai primodrdi. Eppure….  staccare la spina lo sappiamo, fa indubbiamente bene.

La sopravvivenza è autogestita, i disagi sono vissuti come stimolo per autoingegnarsi ed attivarsi per il bene della comunità. Si formano organizzazioni e delegati, ma tutti sono addetti al buon funzionamento della vita della Black Rock City.

Le apparenti fatiche sono altamente ricompensate….  si diventa persone migliori, si impara molto insieme agli altri…

La settimana si svolge con attività interessanti e differenti da vivere e condividere. L’arte ed in generale una libera espressione del sé hanno un ruolo predominante in questa esperienza. Larry Harvey, fondatore del Burning Man, sceglie ogni anno un tema intorno al quale costruire una riflessione collettiva,  fatta di installazioni, campi a tema, doni, costumi o veicoli mutanti: non si può essere spettatori, bisogna partecipare!

I quartieri sono divisi in campi a tema, cè il campo dello yoga e delle arti orientali, cè il campo workshop di giocoleria, il campo dei bikers, il campo allenamenti sportivi e quelli dedicati ad altre culture, passioni, forme d’arte e di espressione… ne sono tanti e non sconvolgetevi di incontrare ogni tanto dei nudisti, dopotutto  liberarsi delle “convenzioni” è una delle filosofia di punta qui.

…e poi incontrerete magnifiche opere d’arte…..manufatti  di artisti conosciuti, ma anche emergenti pur rappresentando la minoranza. Questa è una vera e propria mostra a cielo aperto, suggestiva e degna di stima, che già si scorge a grandi distanze, proprio perchè alcune sculture sono molto alte ed imponenti.

Le installazioni, sono realizzate in diversi materiali, ma la maggior parte di loro sono fatte unicamente in legno….poi capiremo il perchè. Sono realmente definibili ” cattredrali nel deserto” , mai fu più adeguata tale definizione!  Esse segnano il percorso per raggiungere la città. Alcune sono piu elaborate e figurative, altre concettuali… ma tutte sanno emozionare….  raccontano la vera passione per l’arte, le fatiche della loro costruzione  e trasudano l’anima dell’artista.   Lo scenario assomiglia a un set di un film cyberpunk, alcune di queste opere sono il frutto di bravi ingegneri, ci sono strutture meccaniche perfettamente funzionanti e dinamiche… ” macchine ragno” o altalene e bascule che funzionano come giostre….etc etc…isomma da vedere!!!

Si inizia a vivere il burning man prima ancora di arrivarci, infatti quasi ogni mezzo è “CustomIzZzato”.

Ma se state immaginando il genere  tuning car, sbagliate….siete molto lontani,  immaginate invece, mezzi fantascientifici che solo nei vostri sogni o nei film avete visto! Certo, tra la molteplicità di partecipanti  ci sono anche quegli artisti sopra le righe, magari un pò piu ironici e meno capaci sotto l’aspetto dell’ingegneria meccanica che arrivano su mezzi pacchiani e buffi… ricordandomi il carnevale di Rio, ma nel contempo li ritengo pittoreschi inquanto  contribuiscono a raccontare lo spirito creativo dell’evento. Questa è  art car, facile” sbizzarrirsi!

Ma vi basterà digitare su immagini di Google, la parola: BURNING MAN per avere una panoramica immediata dell’entità dell’evento…del suo carattere e dei suoi colori.

Sparse nella città, sono immancabilmente presenti le aree disco, dove i generi musicali sono più che molteplici…. quasi 20 ore di musica per giorno accompagnano l’evento…. fino all’ultimo giorno,  in cui la sera, finalmente cè la grande festa rituale.

L’uomo di legno, la grande scultura, simbolo assoluto del burning man, un’ imponente  statua in legno dalle sembianze umane, viene incendiata, a rappresentazione simbolica di quella espressione radicale del sé (radical self-expression) che è la chiave interpretativa dell’intera iniziativa.  Si forma un alto  rogo che illumina a giorno il deserto. Questo è un momento sensazionale, (immaginate la festa a Zion…) la gente è invasa dalle emozioni, si balladalla consapevolezza di aver terminato un esperienza unica, di aver condiviso emozioni pure…

Qui termina l’esperienza del burning man, non prima di spettacoli con il fuoco, i migliori! con i guru della giocoleria e del circo mondiali, poi seguono i giochi pirotecnici e il via al reave party che va avanti tutta la notte e colora il deserto…. questo è un momento che definisco tribale, di cui la persona si riappropria.

Entro un mese dalla fine dell’evento, di Black Rock City non resta più traccia,  tutto ciò che è stato creato e prodotto nel corso degli otto giorni, in larga parte viene dato alle fiamme e per un altro anno il deserto continua a dominare il paesaggio.

(è nata anche un’associazione: la Black Rock Arts Foundation che promuove e sostiene l’arte pubblica e interattiva anche al di fuori della manifestazione)

L’evento è descritto da molti partecipanti come un esperimento di comunità, radicale espressione di sé, fiducia in se stessi, riappropriazione della propria persona e dei propri valori umani.

Definito il più importante avvenimento della controcultura americana degli ultimi decenni…oggi continua a farci sognare…

..E pensare che la magia del  Burning Man è iniziata con un  falò estivo tra 20 amici che decidono di incontrarsi nel deserto, correva l’anno 1986. Oggi, anno 2011, “il falò” vanta piu di 51.400 presenze.

Questo numero di persone così alto mi affascina e mi porta a riflettere….  ogni anno stà crescendo un elitè di individui che vogliono urlare al mondo la propria libertà di pensiero ed espressione.  Certo lo puoi fare comodamente davanti a un pc aprendoti un blog in tre minuti e uploadando le tue opere se ti ritieni un’ artista, o puoi condividere tutti  i tuoi pensieri su facebook…,  puoi andare a Gardaland a divertirti sulle giostre o al Sansation a provare il brivido del reave party legalizzato e artistico ma…..  l’esperienza della fratellanza, della connessione umana, del guardare dentro te stesso e sfidarti in un contesto fuori dal convenzionale ti restituisce indiscutibilmente una ricchezza impalpabile ma utile al tuo ritenerti un essere umano, oltre che aiutarti a conoscere te stesso e rilasciarti molte risposte che cercavi sul senso della vita…

Non vi resta che scovare i video su Youtube…(non farete fatica, ce ne sono innumerevoli) sono testimonianze visive e documetari di chi vi ha partecipato….e state sicuri, a primo impatto: il primo commento che avrete sarà sicuramente negativo, inquanto non siamo abituati a ciò che è strano, libero dalle mode, dalle tendenze e dai clickè. La gente del burning man vi sembrerà una masnada di pazzi e folli. In realtà non lo sono,  lo sono molto di piu: sono persone che vogliono vivere, condividere ed emozionarsi!

Veniamo anche agli aspetti realmente negativi, che ritengo almeno di accennare in quanto una realtà che non bisogna celare dietro un tabù. Secondo voci velate e vostra azzeccata intuizione, sono anche le droghe a girare molto e liberamente in questo evento. Non di certo un motivo di vanto ma sicuramente è una tasto dolente che si innesca un pò ovunque,  si farebbe prima andar per esclusione su quale evento non sono ormai presenti droghe leggere e o  pesanti!  Personalmente non escludo che qualcuno si rulli una canna tra folla in piazza S.Pietro, durante l’omelia del Papa.   Nonostante non condivida, mi ritrovo a dover ammettere, soffermandomi su una categoria, quella degli artisti, che spesso sono anime tormentate, sensibili e talvolta deboli ..che attingono alla perdizione degli stupefacenti cosi chè gli effetti di inibizione delle mente si fondono alle loro capacità artistiche trascendendo  fino all’ispirazione. ma riflettendo , non è detto che siano le persone peggiori quelle che vanno contro la propria salute, tutto è relativo…ma lascio ad altri le conclusioni in merito.

Un altro aspetto negativo è le nebbie di polvere…ovvvero i granelli di sabbia del deserto, ma tutto sommato ha una nota positiva anche questo disagio, il contatto con la natura!

Anche l’illuminazione è un altro pregio/difetto dei campi estivi, il bello è che qui di notte ognuno i inventa dei  sistemi di illuminazione originali ed   artistici, qui l’elettricità e dosata e destinata agli usi primari del campo…; i led sono strausati e abusati ovunque , anche addosso e poi…………………cè il fuoco che è  luce naturale!

Il Burning Man brulica di artisti.. ma tra di loro ci sono medici, avvocati, persone stimate…ma soprattutto si distinguono gli ingegneri, gli architetti, gli scenografi quotati nel mondo del cinema ed altri cervelli, persone con lavori normali se non straordinari.  Li troverete più qui che altrove.

Ok, a questo punto molti di voi hanno ancora la convinzione che il Burning Man sia troppo “Trash” o sia per punkabestia o per i figli dei fiori….  so che lo pensate…( è una conclusione piuttosto banale e scontata). Fermatevi pure a questo, alla superficie delle cose…se vi accontentate di avere questa presunzione o un certo “gusto”….ma ricordatevi che il gusto, è un influenza dettata dalla moda…., un concetto chiuso e snob fondato su principi alquanto blandi, frivoli di cui almeno per una volta bisognerebbe liberarsi.

Il genio è l”arte sono follia…. questo si che è un clickè.

Erica Abelardo

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photo

Suggestiva…ecco la città dall’alto…

si prevede già, che tra qualche anno, il cerchio si chiuderà e nasceranno altre geometrie, altri “gironi” per dare spazio alle numerose masse umane che si aggiungono alla comunità della  Black Rock City. Il city designer è Rot Garrett.

alcuni video in rete…

nei video l’esperienza  vissuta da una comitiva di ragazzi, fantstico sunto!|

http://vimeo.com/6636389

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foto di: Dust To Ashes

…DAL SATELLITE

http://www.dlr.de/dlr/en/desktopdefault.aspx/tabid-10081/151_read-1775/year-2011/

TerraSAR-X satellite radar, gestito dal Centro Aerospaziale Tedesco (Deutsches Zentrum für Luft-und Raumfahrt, DLR),

ha acquisito alcune immagini impressionanti del festival e il suo processo di installazione.

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